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EROI DEL BLU PROFONDO
INSERITO IL 01-11-2009
Venerdì 30 ORE 21,30
“Saggistica”
EROI DEL BLU PROFONDO
Incontro con:
Giovanni Lattanzi
A cura di:
LucaMAGGITTI
Osservandolo ormeggiato in banchina, con la sua sagoma maestosa scura di un grigio plumbeo, richiama alla mente un solenne capodoglio. Sfidando l'angusto e tortuoso ingresso, che fa tremare di impenetrabilità il visitatore, si affrontano le viscere di quella balena di acciaio e si scopre un mondo inatteso. La prima impressione è quella del calore, che contrasta con il freddo esterno, e che avvolge l'ospite ancor prima di calcare l'ultimo piolo della scala. Calore dell'ambiente, calore del Comandante che ti accoglie facendoti sentire l'ospite più gradito della sua casa. Calore dell'equipaggio, che ti cede il suo spazio con gioia e cordialità fraterna, quasi fossi già uno di loro. In quella balena dondolante in porto c'è un intero universo che non ci si aspetta. Certo, molte cose sono cambiate dai primi battelli, quei rudimentali gusci d'acciaio dove si entrava a stento, dove si respiravano gasolio e umidità, ma che tante imprese gloriose, fortunate o meno, hanno compiuto, riempendo con le loro narrazioni intere pagine di storia. La vita di bordo non era certo facile allora, eppure uomini come Salvatore Todaro dedicarono l'esistenza e l'anima a queste macchine prodigiose capaci di sfidare le profondità del mare per servire il proprio paese. I sottomarini del XXI sono gli U212A, macchine formidabili, gioielli di tecnologia invisibili nel profondo del mare, eppure una cosa non è cambiata in tutti questi anni: il calore di bordo. È quello di sempre perché non sono cambiati gli uomini. I sommergibilisti sono trascorsi nei volti, ma sono rimasti immutati nei loro valori e nella loro umanità. Vivere per mesi, per anni nella pancia metallica del capodoglio, in quell'universo strettissimo dove anche i pensieri sono condivisi, costringe gli uomini che scelgono quella missione come vita a uno sforzo che spesso in altre realtà non è richiesto. Essi devono tirare fuori il meglio di se, spremere la propria anima per esaltarne i pregi e le virtù, rintuzzando i difetti, profondendo energie a fronte di tutti i sacrifici richiesti, gratificandosi non di compensi materiali ma del privilegio dell'impegno e del dovere assolto. Più del coraggio in azione, delle imprese militari, dei gesti materiali, è proprio questo modo di essere uomini a tutto tondo che fa dei sommergibilisti persone davvero speciali: eroi del blu profondo. |