Circolo virtuoso Il nome della Rosa

Giulianova Alta, Via Gramsci 46/a

Info Line 338/9727534

 

Sabato 16 marzo ORE 22,00

 

GUIDA ALL’ASCOLTO

Perché volete disturbarmi se io forse sto sognando un viaggio alato sopra un carro senza ruote trascinato dai cavalli del maestrale”

SULLE VIE DELLA WEST-COAST E DEL ROCK SUDISTA:

(ZZ Top, Allman Brothers Band, Neil Young etc.)

A cura di: Luciano CRESCENTINI, Paolo DI CRISTOFARO e Carmine “Charlie” RUGGIERI. Letture scelte: Luciana DI PIETRO

 

Il rock sudista è una variante di quello hard mescolata al country tradizionale statunitense e radicatasi nelle zone meridionali della nazione. La sua nascita fu una positiva reazione di stimolo (senza contrapposizioni) all’hard britannico più mistico che cominciava ad attecchire negli USA, patria di nascita dell’intera famiglia della musica dura con gli esordi di Blue Cheer e Iron Butterfly. Led Zeppelin, Deep Purple e Uriah Heep facevano il loro percorso in una direzione che avrebbe spinto allo sviluppo parallelo del Metal nascente, e ciò venne compreso da una serie di gruppi che voleva poter stare in più scene commerciali possibili, mentre lo sperimentalismo metal lo impediva: ovvero il country tradizionale e il mondo (allora unito) di rock e blues. Gli inventori dello stile furono i blasonatissimi, ricchi e sfortunati Lynyrd Skynyrd che condussero dal 1972 al 1977 le danze. La loro intuizione si muoveva a partire anche dall’intensità gospel tramandata dai gruppi soul e montata ad un livello di parossismo paragonabile al garage degli anni Sessanta.

Le tematiche divennero manifesto di uno stereotipo, quello della fauna umana che popola la provincia e si riunisce nei bar che tanto frequentavano, una sorta di mai del tutto civilizzata frontiera con la sua ritualità, i suoi tipi umani e le storie che oscillavano fra risse attorno a tavoli da biliardo e amori con procaci donne locali. Più di tutti gli stili del rock duro, quello sudista è un mondo maschile che sconfina nel maschilismo (rarissimi i casi in cui le donne non sono che coriste in questi gruppi), ovvero il mondo dei cosiddetti “Redneck”, contadini che furono i soldati degli Stati Confederati durante la guerra civile statunitense, un conflitto che di fatto non terminò, con lunghi strascichi di guerriglia per tutto il decennio 1870 e con movimenti e tradizioni di revanscisti e revivalisti da allora, a dimostrare la fragile unità dei cinquanta stati. Il riferimento all’epopea Dixie, bandiera compresa, è quel senso di fascinazione che solo gli sconfitti possono emanare in chi è in cerca di un’espressione identitaria. A livello musicale gli intellettualismi della costa est, con la sua tradizione folk cantautorale e progressista e la rivoluzione hippie della psichedelia della costa ovest, vennero prese a pretesto per sospingere masse reazionarie di abitanti del sud a identificarsi in questa musica potente, sferzante e debitrice del rock’n’roll in quell’ironia che la rese in breve uno stile unico e riconoscibilissimo.

 

Fonte: http://www.rootshighway.it/folklore/southern.htm