Circolo virtuoso Il nome della Rosa

Giulianova Alta, Via Gramsci 46/a 

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Venerdì 6 maggio ORE 21,30

NARRATIVA

DEBITO FORMATIVO

Si muore un po’ per poter ridere

Incontro con: Valerio DI STEFANO

A cura di: Roberto DI GIOVANNANTONIO

 

Da Edmondo De Amicis a Domenico Starnone il mondo della scuola nella letteratura è tutto da ridere. Alunni somari, insegnanti svogliati, figure paradigmatiche di un mondo a parte, che vive di regole, tempi e ritmi propri.

“Debito formativo” è tutto questo e molto altro. È una finestra affacciata su un piccolo mondo di un mondo piccolo, un microcosmo in rapido declinare, sempre uguale a se stesso, in cui si vive e si muore. Anche dal ridere.

 

Valerio Di Stefano (1964) è iberista, blogger, filologo, linguista, curatore di biblioteche digitali e di collane di audiolibri, lettore ipercritico, appassionato di musica classica e, quando gli avanzano cinque minuti di tempo, anche scrittore. A tempo perso insegna (attività che considera il suo hobby) lingua e cultura spagnola e anche un po’ di letteratura portoghese qua e là.

Non ha pubblicato molto perché è assai pigro, e certi suoi titoli sono andati giustamente dimenticati, ma il suo precedente esperimento narrativo “Nunc et in hora mortis nostrae” (1995) ha ancora i suoi fans.