Circolo virtuoso Il nome della Rosa
Giulianova Alta, Via Gramsci 46/a
Info Line 338/9727534
Sabato 2 novembre ORE 22,00
GUIDA ALL’ASCOLTO
“Perché volete disturbarmi se io forse…”
U2 VS SIMPLE MINDS
A cura di: L. CRESCENTINI, C. “Charlie” RUGGIERI, P. DI CRISTOFARO. Letture scelte:Luciana DI PIETRO
Hanno tenuto alta per anni la fiaccola del rock celtico, tra salmi e invettive. I loro dischi sono diventati “classici” in un’epoca in cui il rock stava perdendo il suo alone mitico. Oggi si propongono come rockstar consumate e ironiche, che giocano con i generi musicali più disparati e si appoggiano a produttori altrettanto esperti. Tutto quello che avreste voluto sapere sugli U2, i profeti…
Gli U2 sono una delle pochissime band attive a partire dagli anni 80 capaci di assurgere allo status di “mito” del rock al pari delle formazioni “classiche”, nate e cresciute nei decenni precedenti.
Il segreto del loro successo è un mix perfetto di furore ed epicità, di ansia e spiritualità, concentrate in un formato canzone sì tradizionale, eppure capace di rinnovare il vecchio rock and roll con le suggestioni e le fascinazioni tipiche del post-punk e della new wave.
Fonte: Ondarock.it
Le sperimentazioni intraprese da Kerr e compagni all’inizio degli anni 80 hanno rappresentato una delle vette del filone “elettronico” della new wave europea. Poi, la discesa, seguita al grande successo internazionale di “Don’t You”. Oggi, i Simple Minds rispolverano il loro glorioso passato…
La parabola dei Simple Minds è quella di tante band della new wave partite da ambizioni sperimentali e approdate a un pop-rock da classifica (e non), inesorabilmente condannato all’oblio. Come per tanti di questi gruppi, nati all’alba degli anni 80, in piena era “new romantic”, anche a loro resteranno attaccate nei secoli dei secoli le odiose etichette di “vacui”, “pomposi”, “insinceri”, in opposizione alla musica “dura e pura” delle band alternative del periodo. Scopo di questa scheda, invece, è cercare di sfatare i luoghi comuni della critica indiesnob, rivalutando il senso di una carriera che – almeno nella prima parte – ha offerto notevoli spunti d’interesse, e non solo sul piano della ricerca melodica e della cura negli arrangiamenti.
Fonte: Ondarock.it




